La scorsa settimana c'è stato un
evento molto importante, per quanto riguarda i futuri assetti
economico-politici mondiali. Tale evento -senza retorica- porrà le
basi per un prossimo radicale mutamento dei rapporti di forza
economico-politici nello scenario globale.
Quest'evento è stato talmente
importante, che in Italia -e per la verità un po' in tutta Europa-
tale notizia è passata quasi totalmente inosservata. Sembra quasi un
silenzio-stampa. Invano ho provato a cercarla nei siti internet dei
principali quotidiani italiani (ma anche in quelli francesi,
tedeschi, spagnoli, inglesi...). Se fossi un "grillino"
direi: "questo non ve lo dice nessuno".
Ma di quale evento si tratta?
Parliamo del vertice dei paesi del
BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) tenutosi il 15-16
luglio in Brasile, a Fortaleza.
Senza dilungarsi nei particolari, il
dato importante emerso da quest'incontro è la creazione di una Banca
di Sviluppo. Ossia, una banca alternativa alle due istituzioni
finanziarie che hanno dominato l'economia mondiale fino ai giorni
nostri (ed egemonizzati dagli Stati Uniti), ossia il FMI (Fondo
Monetario Internazionale) e la Banca Mondiale.
La differenza fondamentale tra la Banca
di Sviluppo che stanno per realizzare i paesi del BRICS e il FMI e BM
è che mentre quest'ultime condizionano pesantemente le politiche
economiche degli Stati, in senso liberista, la prima non lo fa,
lasciando piena libertà a quei paesi che vi attingono.
E questo è un enorme vantaggio per i
paesi emergenti.
Le decisioni uscite fuori dal vertice
di Fortaleza pongono le basi per una futura emancipazione di questi
paesi (e non solo di questi) dal dollaro e quindi dagli USA. E stiamo
parlando di paesi in cui vive il 40% della popolazione mondiale e le
cui economie sono in forte crescita e supereranno in tempi non lunghi
quelle dell'intero Occidente.
Non solo: al vertice sono stati
invitati capi di Stato di diversi paesi, soprattutto dell'America
Latina (Argentina, Venezuela, Ecuador, ecc.).
Ovvio che gli americani vedano tutto
ciò come fumo nell'occhio e faranno di tutto per impedire lo
sviluppo di tali dinamiche.
Ora, leggendo il titolo dell'articolo,
qualcuno si chiederà che cosa c'entra l'Ucraina e Gaza con tale
evento?
Moltissimo!
Chi si intende un po' di geo-politica e
non si accontenta delle versioni dei nostri mass-media
(sostanzialmente egemonizzate, o quantomeno influenzate dagli USA)
dovrebbe avere ben chiaro che il colpo di Stato dei mesi scorsi in
Ucraina (camuffato -malamente- da "rivoluzione") e le
continue provocazioni contro la Russia (l'ultima è quella dell'aereo
malese colpito; poi ci sono le sanzioni economiche, e tanto altro)
costituiscono un tentativo, da parte degli Stati Uniti, di spingere
la Russia verso la guerra. E ciò proprio per tentare di contrastare
i paesi del BRICS, indebolendo uno di questi paesi (dato che gli USA
sul piano militare sono, almeno in teoria, più forti della Russia, e
possono contare pure sui paesi europei, grazie alla NATO).
Dunque, gli americani e il loro
presidente Obama "Nobel per la pace", vogliono a tutti i
costi scatenare una guerra contro la Russia, ma naturalmente la
vogliono in Europa, ossia, lontano da casa loro: il tributo di sangue
e di distruzioni dobbiamo essere noi europei a darlo, non certo loro.
E Gaza? Cosa c'entra Gaza con tutto
ciò?
Apparentemente qui il discorso sembra
non avere niente a che fare. Da decenni, infatti, Israele sta
combattendo una guerra per cacciare via il popolo palestinese dalla
sua terra, distruggendo le loro case, massacrandone la popolazione, e
tutto ciò in barba a diverse risoluzioni dell'ONU, che dicono il
contrario, ma che lo Stato sionista di Israele fa finta di ignorare,
potendo contare quantomeno sul silenzio, se non sull'appoggio
dell'Occidente, Stati Uniti in primis.
Ma gli eventi recenti sembrano
aggiungere un altro elemento.
Al largo di Gaza è stato scoperto un
giacimento di gas, che Hamas (l'organizzazione palestinese che
governa la Striscia di Gaza) intendeva sfruttare, grazie all'aiuto di
Gazprom (russa, per chi non lo sapesse).
Pochi giorni dopo tale decisione,
ignoti caturano e uccidono i tre giovani israeliani e il governo di
tale paese scatena il genocidio della popolazione di Gaza,
invadendone il territorio.
Pura coincidenza?
Mah...
Fatto sta, che grazie agli Stati Uniti
e a Israele si avvicina, a cent'anni di distanza dallo scoppio della
Prima Guerra Mondiale, un nuovo possibile conflitto.
io non credo tanto alle coincidenze..
RispondiEliminaneanch'io. Un saluto.
RispondiEliminaper il momento è cessate il fuoco, speriamo duri..
RispondiEliminaciao